VANESSA FERLUGA: OBIETTIVO DRESSAGE

di Umberto Martuscelli per Fiseveneto.com

2019.03.11 – Se in Veneto si parla di dressage si parla anche di Vanessa Ferluga. Inevitabile. Il dressage della nostra regione passa necessariamente ‘attraverso’ di lei: non solo perché lei è il tecnico regionale della specialità, oltre che il responsabile del relativo dipartimento, ma anche perché alla sua scuola si sono laureati alcuni tra i più significativi giovani protagonisti non solo del panorama veneto, ma anche nazionale. È proprio per questo, infatti, che Vanessa Ferluga all’inizio di questo mese di marzo è stata insignita dalla Fise del titolo di Master in dressage: un grado di eccellenza assoluta che si colloca oltre il titolo di istruttore di terzo livello. Nessuno meglio di lei, dunque, è in grado di offrire una analisi panoramica della specialità nella nostra regione.
«Io mi occupo prevalentemente dell’aspetto giovanile: anche perché bisogna guardare avanti, bisogna coltivare per poi raccogliere in futuro. Adesso presenteremo una nuova categoria che abbiamo proposto alle Ponyadi, una novità assoluta: una piccola ripresa da eseguire al passo e al trotto per i piccolissimi. Ogni regione potrà avere quindi una squadra composta da questi quattro piccolissimi componenti che affronteranno questa ripresa. Adesso faremo questa ricerca a livello regionale per selezionare i piccoli che rappresenteranno il Veneto alle Ponyadi in questa nuovissima categoria».

Che ha una discriminante d’età?
«Sì, dovrebbe essere una Under 10. Comunque piccolini che non hanno mai fatto categorie di dressage. Si potrà affrontare ovviamente anche con i pony della scuola, con quelli che fanno i caroselli. L’intento è di coinvolgere questa fascia di giovanissimi e avviarli se possibile a questa specialità. Quanto meno stimolarli in tal senso».

Potrebbe essere una buona idea per allargare la base a livello elementare…
«Il problema che affrontiamo sempre come comitato regionale sulle categorie giovanili, e come noi di certo ce l’hanno tutte le altre regioni, è il ricambio generazionale. L’obiettivo dovrebbe essere quello di avere sempre degli atleti pronti a sostituire quelli che passano da una classe di età a un’altra: ma è abbastanza difficile. Due anni fa noi siamo arrivati con un gruppo di ragazzi ai massimi livelli, ma poi nel 2018 abbiamo dovuto ricominciare con quelli che avevano iniziato ma che non erano ancora competitivi in egual misura».

Anche perché il livello di quelli precedenti era davvero molto alto…
«Era il top, sarà difficile averne ancora di così forti. Adesso quindi bisogna costruire».

E per farlo il ruolo degli istruttori è ovviamente fondamentale.
«Esatto. Bisogna che tutti gli istruttori veneti comincino a spingere i loro allievi fin da piccolini verso il lavoro in piano e verso il dressage: come in tutte le specialità, anche nel dressage bisogna farli iniziare da piccoli per poi condurli prima possibile a fare le gare giuste. Chi comincia dalle Ponyadi, e poi va avanti, è più facile che poi abbia risultati nelle prove più impegnative, quelle juniores e poi young rider».

Gli istruttori sono quindi il motore per avviare il ricambio generazionale.
«Certo. E quindi bisogna riuscire a motivare gli istruttori. Alla fin fine i ragazzini fanno quello che vogliono i loro istruttori. Se l’istruttore ama il lavoro in piano e ama il dressage porterà i suoi allievi a farlo, altrimenti se fa solo salto ostacoli o solo completo o solo volteggio… niente da fare. I ragazzi seguono le direttive del tecnico. Avendo più istruttori appassionati di dressage e capaci di motivare i ragazzi in questo senso, avremo più ragazzi emergenti in dressage».

Quel gruppo molto forte cui lei faceva riferimento era formato da sole ragazze sue allieve: oggi, a distanza di tempo, quel successo lo spiega con le qualità soggettive di quelle amazzoni oppure più con il lavoro di costruzione e allenamento?
«Direi entrambe le cose. Il lavoro c’è indubbiamente stato, ma poi abbiamo avuto un elemento trainante in Valentina Remold, la prima che ha cominciato a raggiungere i livelli internazionali e che è stata di esempio un po’ per tutte le altre, prima Nina Zennaro e poi Mia Zamperetti, le quali a loro volta sono quelle che hanno trainato le piccoline nuove… L’elemento trainante ci vuole, rende le cose più semplici. Da me sono arrivate a un certo punto ragazze un po’ da tutta Italia che si sono tesserate in Veneto per stare qui a contatto anche con queste ragazze che stavano facendo attività internazionale. Se c’è un elemento trainante e un istruttore capace di motivare… beh, i ragazzi seguono. Si appassionano tutti».

Ma per motivare gli istruttori è necessario creare qualche tipo di programma, di incentivi, oppure basta un’azione divulgativa sul territorio? Oppure il suo è un semplice auspicio?
«Diciamo che bisogna partire dall’inizio, dalla formazione di quell’istruttore. Quando un ragazzo si avvicina a questo mestiere deve trovare insegnanti che gli sappiano trasferire gli stimoli giusti. Altrimenti… se il dressage viene spiegato come un lavoro per cui devi stare tre ore senza staffe e ripetere all’infinito la stessa cosa… beh, difficile che scatti la passione. E se non si appassiona l’istruttore, è difficile che poi lui sappia appassionare i bambini».

Ma al di là dell’auspicio, nel suo ruolo istituzionale pensa di attivare qualche iniziativa particolare rivolta a quest’opera di incentivazione e divulgazione del dressage?
«La cosa che spero funzioni sono gli stage che facciamo sul territorio. L’anno scorso ne abbiamo organizzati alcuni con i ragazzi del Progetto Il Veneto per i Giovani. Quest’anno la parte del salto ostacoli la seguirà Jerry Smit e io invece quella del lavoro in piano per chi fa salto ostacoli. L’idea è di aiutare i ragazzi un po’ di più nel lavoro in piano propedeutico al salto ostacoli. Una cosa carina è che gli stage obbligatori e preparatori che noi facciamo per la squadra delle Ponyadi e per quella della Coppa delle Regioni saranno seguiti anche da un giudice di dressage e dalla mental coach Olimpia Guazzo. Olimpia ha già lavorato l’anno scorso con me, mi ha aiutato con tutta la squadra del Campionato d’Europa. Quest’anno siamo riusciti a inserirla a livello regionale e quindi le rappresentative per le Ponyadi e per la Coppa delle Regioni avranno il suo supporto: una cosa che io reputo importantissima, quindi sono molto felice di avere il supporto di Olimpia Guazzo».

 

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