FRANCA ZANETTI: PASSIONE, ALLEVAMENTO, SUCCESSO! – FISE VENETO

FRANCA ZANETTI: PASSIONE, ALLEVAMENTO, SUCCESSO!

di Umberto Martuscelli per Fiseveneto.com

2019.08.22 – Parliamo di Franca Zanetti. O meglio: parliamo con Franca Zanetti. Però partiamo da Rodrigo Pessoa… sì, proprio da lui, il formidabile fuoriclasse brasiliano ora commissario tecnico dell’Irlanda. Dunque, intanto rinfreschiamo la memoria e nel contempo diamo qualche utile informazione ai più giovani: Rodrigo Pessoa è nato nel 1972, ha vinto per tre anni di fila la finale della Coppa del Mondo dal 1998 al 2000, ha vinto il Campionato del Mondo nel 1998, ha vinto la medaglia d’oro individuale alle Olimpiadi del 2004, ha vinto la finale mondiale Rolex Top 10 nel 2003 e nel 2005, ha vinto i Gran Premi degli Csio di Calgary (due volte), Roma, Aquisgrana, Rotterdam, Falsterbo (due) solo per dire i più significativi… Insomma, è chiaro di chi si sta parlando: si sta parlando di uno dei più grandi cavalieri della storia del salto ostacoli mondiale. Ebbene, all’inizio del 2017 – quindi solo due anni fa – Rodrigo Pessoa meditava di abbandonare del tutto l’attività agonistica di alto livello come cavaliere, per dedicarsi solo all’Irlanda (con la quale quello stesso anno avrebbe vinto il Campionato d’Europa di Goteborg… !): non ho più cavalli competitivi e di qualità – diceva – anche perché ormai i prezzi sono proibitivi e i cavalli veramente buoni è sempre più difficile trovarli anche tra i giovani… piuttosto lascio perdere e attacco gli stivali al chiodo. Questo a marzo del 2017. Bene, facciamo un salto in avanti e arriviamo a luglio 2019, momento in cui Rodrigo Pessoa si è trovato a valutare seriamente la possibilità di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo 2020 da cavaliere… caso in cui si aprirebbe un problema di difficile soluzione nell’eventualità in cui la sua Irlanda si qualificasse per i Giochi giapponesi… Ma il fuoriclasse brasiliano non doveva ritirarsi? Non stava pensando di lasciare? Sì… solo che nel frattempo è successo qualcosa di determinante. Qualcosa che ha un nome e anche un… cognome: il nome è Quality, il cognome è FZ. Cioè Franca Zanetti. Lei.
Quality FZ è un cavallo castrone baio nato nel 2009 da Quintender (Holst, 2001, Quinar x Contender) e Berlina FZ (italiana, 2005, Berlin x Carneval): è italiano, nato e allevato in Italia, ed è un prodotto dell’allevamento di Franca Zanetti. Ebbene, Quality FZ è il cavallo che a un cavaliere come Rodrigo Pessoa, con il suo passato e soprattutto con le sue aspettative per ciò che sarà, sta dando più di uno spunto per ‘ridisegnare’ il futuro… Ci saranno davvero le Olimpiadi per questo cavallo favoloso? Presto per dirlo, però il solo fatto che un formidabile campione come Pessoa ci stia davvero pensando è molto significativo: secondo voi un atleta di tale curriculum avrebbe voglia di considerare una simile possibilità sapendo in partenza di esporsi a una magra figura? O piuttosto lo farebbe solo essendo certo di avere i mezzi per essere all’altezza del suo scintillante passato? Risposta scontata, e dunque superflua…  E questa risposta scontata e dunque superflua è la ragione per cui Franca Zanetti è semplicemente felice, al di là di quello che poi realmente accadrà.
«Tutto questo mi sta regalando una gioia immensa… Ho scelto e deciso io l’accoppiamento per far nascere Quality, l’ho fatto nascere qui a casa mia, ero lì quando lui è nato, poi l’ho montato io a 4 e 5 anni… Ma prima di lui io ho montato anche sua nonna e sua madre. Sua mamma, Berlina, a 7 anni è andata sotto la sella di Alberto Zorzi: lui ha montato per me per circa tre anni, un cavaliere fantastico… Ha montato anche una sorella della mamma di Quality, Indira FZ, una cavalla importante che era arrivata con lui a saltare nelle gare grosse: poi purtroppo a dieci anni ha dovuto smettere la carriera agonistica… peccato, perché con Alberto sarebbe arrivata ancora più in alto».

Certo che un cavallo che si chiama Quality sembra avere il destino nel nome… Come mai lo ha battezzato così?
«Perché appena nato, ma voglio dire proprio cinque minuti dopo che è uscito dalla pancia della mamma, ha cominciato a saltare e a sgroppare, era impossibile toccarlo, una specie di concentrato di energia, un torello grosso e forte… Io ti chiamo Quality, gli ho detto!».

E la nonna e la mamma?
«Beh, l’acquisto di Isanca, la nonna di Quality, è stato una specie di dono del cielo perché da lei nasce tutto il mio allevamento, l’allevamento lo ha fatto lei… ha prodotto figlie che in razza si sono dimostrate mamme favolose. È nato tutto da lei: adesso ha 34 anni ed ancora qui con me».

Come è arrivata a Isanca?
«L’abbiamo presa quasi per gioco mio padre e io nel 1991 in Belgio da Peter Postelmans: io ho iniziato la mia carriera con lei, eravamo giovanissime entrambe, lei era anche abbastanza difficile all’inizio. Ho fatto con lei tutta la stagione dei suoi sei anni, poi i sette, poi le gare grosse… ».

Suo padre è stato per lei una figura importante…
«Assolutamente. Fondamentale. La sua scomparsa nel 2015, in agosto, è stata per me un colpo durissimo. Affettivamente parlando, ovvio. Anche perché è successo all’improvviso, inaspettatamente. Ma è stato un enorme problema anche da un punto di vista di organizzazione di vita: lui era un fulcro fondamentale per il nostro allevamento, mi aiutava tantissimo. Mi sono ritrovata da sola ad andare avanti con cento cavalli… e soprattutto senza il mio papà. Non è stato facile».

Quindi è stato suo padre ad averla avviata allo sport equestre.
«Sì, lui amava molto i cavalli, ma avrebbe voluto indirizzarmi verso il trotto, la sua vera grande passione… ma io volevo montare in salto ostacoli. Il risultato è che adesso abbiamo un grande allevamento di cavalli sia da trotto sia sportivi per il salto ostacoli… ! Di trottatori ne abbiamo tanti da Gran Premio che stanno vincendo molto, e tanti ne abbiamo venduti in Svezia, Francia, Belgio… è una grande realtà anche questa».

Un grande allevamento quindi: nato con suo padre e poi proseguito con lei?
«Mio padre mi ha appoggiato tantissimo, ma l’allevamento l’ho fatto da sola con l’aiuto di Diego Grotto, il mio compagno. Prima una fattrice, poi due, poi tre, poi quattro… un passo alla volta. Anche perché le nostre possibilità economiche non erano proprio elevate, diciamo: siamo nati abbastanza dal nulla, una famiglia di agricoltori».

Adesso quanti cavalli avete tra tutto?
«Circa un centinaio tra puledri e cavalli in sport. Quest’anno ho trentadue fattrici gravide, che è un gran numero».

Quindi un’attività di grandissimo impegno: ma riesce a fare tutto da sola?
«Con Diego, sì. Poi ci sono dei ragazzi bravissimi che mi aiutano per tutto il lavoro che facciamo qui a casa. Anche perché io voglio che i cavalli vengano seguiti molto attentamente da subito, che vengano maneggiati appena nati, non mi piace l’allevamento selvaggio diciamo, con i cavalli buttati al prato e via».

Un tema ricorrente di cui si dibatte in Italia è che allevando non si guadagna, che gli allevatori sono in difficoltà da sempre…
«È una vita difficile, sì, però se si lavora bene alla lunga i risultati ci sono. Bisogna fare una attenta selezione sulle mamme, questo è il punto. In tanti dicono ho una cavalla, si è fatta male, non può più saltare allora la metto in razza… ecco, sbagliatissimo! Questo è l’errore più grande: la cavalla va in razza se ha veramente delle doti e delle qualità, altrimenti no. Non tutte le cavalle sono nate per fare le fattrici. Anche io ho avuto delusioni in questo senso: ho fatto degli sbagli, ho avuto perdite economiche… però tutto serve per andare avanti in meglio. Cerco sempre di acquistare delle cavalle estere su cui vedo le migliori linee materne del mondo, cerco di acquistare degli embrioni in pancia perché comprarli già fatti è impossibile, però passo dopo passo ci sto riuscendo: la strada è ancora molto lunga, ma penso sia quella giusta. Almeno, spero… Ma penso di sì perché i risultati cominciano a venire, dopo tanti anni di lavoro».

Però è un fatto che da noi l’allevamento dei cavalli sportivi non sia un’attività fiorente, in generale…
«Quello che manca da noi è il commercio dei cavalli sportivi giovani. Gli stranieri vengono spesso adesso a comperare cavalli in Italia, perché abbiamo davvero cavalli buoni. Ma manca la rete commerciale: non riusciamo a fare quello che fanno all’estero e mi dispiace. In Germania ci sono aste ogni fine settimana, per ogni tipo e livello di cavalli… aiutano gli allevatori a vendere, se ci sono dei cavalli mediocri organizzano delle aste più economiche e si vende tutto. Da noi è difficile».

La sua base è a Preganziol, in provincia di Treviso, ma lei ha molti contatti con l’estero, no?
«L’allevamento è a Preganziol, dove nasce una parte di puledri. Poi ho una base in Germania e una in Olanda, con diverse fattrici là. Collaboro con tante realtà straniere che mi danno una mano. Ho una rete di contatti molto estesa, altrimenti farei una gran fatica. È stata dura, ho creato tutto questo nel tempo e adesso comincio a vederne i risultati, siamo abbastanza conosciuti anche in America… Abbiamo dei proprietari americani che hanno comperato dei cavalli nati qui da me e ce li lasciano fino ai sette anni. Un ragazzo molto bravo che monta con McLain Ward ha comperato tramite il suo sponsor tre puledri nati qui… Insomma, la voce si sparge, arrivano nuovi clienti».

E forse ha più visibilità all’estero che non in Italia…
«Assolutamente sì, è proprio così! Contatti con l’estero li ho tutti i giorni: per la vendita di puledri, per la fattrice gravida, per l’embrione in pancia di qualche mamma importante… Ho tantissime richieste per i figli della mamma di Quality, per esempio. Ma è normale, quando si hanno cavalli che saltano in gare di quel livello poi viene tutto viene di seguito».

Quality è in assoluto il suo migliore cavallo?
«Beh, c’è anche Acapulco FZ che con il cavaliere cileno Rodrigo Carrasco ha fatto il Campionato del Mondo a Tryon nel 2018 e quest’anno la finale della Coppa del Mondo di Goteborg. Poi al momento ho anche una cavalla di sei anni molto buona in scuderia da Daniele Da Rios: penso che sia un soggetto importante, è sorella di Acapulco, crediamo che sia per il grande sport. E poi Indira FZ, la cavalla che montava Alberto Zorzi».

Comunque avere un cavallo montato da Rodrigo Pessoa…
«Ah no, è una gioia enorme. Poi Rodrigo è gentilissimo, mi scrive sempre, mi manda i video… È molto felice del cavallo, pensa che sia un cavallo importante… per me è una gioia meravigliosa!».

Quality è stato montato anche da altri due grandi nomi del salto ostacoli internazionale…
«Eh sì. Prima Jur Vrieling, siamo amici da una vita. Il cavallo l’ho affidato a lui a sei anni, poi lui ha voluto acquistarne la metà, l’ha portato ad alto livello finché l’anno scorso Quality è stato venduto a Eric Lamaze e con lui ha cominciato a fare i primi Gran Premi. Quindi l’ha notato Rodrigo: Quality gli è piaciuto tanto, ed ecco, adesso il cavallo è con lui… Però non ringrazierò mai abbastanza Jur: è con lui che Quality ha fatto i passi più importanti dai sei anni in poi. Noi siamo in contatto costante: mi chiede sempre se c’è un altro Quality in scuderia!».

Peccato però che il cavallo sia andato via dall’Italia…
«Ma in Italia è stato incompreso: tutti pensavano che fosse troppo difficile, guardone, che avesse problemi sull’acqua… e non era affatto vero».

E se Rodrigo Pessoa dovesse davvero partecipare alle Olimpiadi di Tokyo l’anno prossimo con Quality… ?
«Mamma mia, mi scoppia il cuore… !».

 

 

 

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