FEDERICA MIOTTO: L’ORO DELLA PASSIONE – FISE VENETO

FEDERICA MIOTTO: L’ORO DELLA PASSIONE

di Umberto Martuscelli per Fiseveneto.com

2018.11.13 – Medaglia d’oro nel campionato triveneto indoor di salto ostacoli! Federica Miotto, 30 anni, parla del successo riportato lo scorso 4 novembre allo Sporting Club Paradiso di Sommacampagna (Verona) con grande gioia nelle espressioni della voce…

«Non mi aspettavo questo risultato assolutamente. Ho preso il secondo grado a gennaio di quest’anno e in tutto ho fatto quattro 140 e due Gran Premi. Ho voluto provare questo campionato come momento di esperienza personale, ma certo senza pensare alla classifica, anche perché c’erano cavalieri molto più bravi ed esperti di me. Sapevo di avere un cavallo bravo e competitivo, ma alla vittoria proprio non ci pensavo».

Una prestazione bellissima in sella a Domingo: quattro percorsi netti…
«Sì, davvero. Una gioia enorme».


Il cavallo è di sua proprietà?
«No, appartiene a Gabriele Tibaldo, ma io lo monto ormai da tre anni e mezzo più o meno».

Una lunga unione, dunque.
«In realtà Domingo ha fatto qualche gara da cavallo giovane con Paolo Del Favero, ma poche: poi si è fatto male ed è stato a lungo lontano dallo sport. Tibaldo a un certo punto ha deciso di lasciarlo a me per vedere come sarebbero andate le cose».

C’è quindi un bel rapporto di fiducia tra lei e Gabriele Tibaldo.
«Beh, lui è come se fosse il mio secondo papà. È stato anche il mio istruttore, inizialmente: poi di comune accordo abbiamo deciso che per la mia crescita sarebbe stato meglio un tecnico con il quale io avessi meno confidenza, e così mi sono rivolta proprio a Paolo Del Favero».

Le cose sono andate infine bene con Domingo…
«Sì: c’è voluta molta pazienza e nessuna fretta per farlo ritornare al meglio dopo i suoi problemi fisici. Lui adesso ha 11 anni, siamo cresciuti insieme, praticamente».

Che tipo di cavallo è?
«È un cavallo dal carattere un po’ particolare. Si fida di poche persone, è molto sensibile, è tanto coraggioso in gara quanto pauroso fuori dal campo ostacoli. Abbiamo creato un bel binomio: lui si fida di me e io mi fido di lui. E credo che sia questo che ci ha portato a questo risultato, ovviamente grazie al mio istruttore in primis».

Come funziona il rapporto con Paolo Del Favero?
«Lui mi segue da circa quattro anni. Viene ogni lunedì a casa mia e poi naturalmente in concorso».

Lei quindi ha la sua scuderia personale?
«Sì, con mio padre gestiamo il Circolo Ippico Pegaso a Masi, in provincia di Padova. Io ho montato sempre e solo lì».

Ma quindi c’è una scuola di equitazione?
«Sì, certo, con una istruttrice che segue i ragazzini e alcuni proprietari con i loro cavalli a pensione. Io non faccio lezioni ovviamente, perché non sono istruttrice, ma aiuto sia mio padre sia l’istruttrice nella gestione ordinaria, nell’organizzazione delle cose, della settimana… tutta la gestione extra scuola insomma. Con Gabriele Tibaldo abbiamo avviato anche un piccolo allevamento a casa mia».

Possiamo considerarla come la sua attività professionale?
«Non esattamente. Io sto studiando farmacia e l’anno prossimo mi devo laureare. Il mio futuro… mah, non lo so ancora con certezza, anche se penso che mi dedicherò di più alla farmacia. Una sola cosa è certa fin da ora, come lo è stata sempre».

Quale?
«I cavalli non li lascerò mai, qualunque cosa accada».

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