ELENA TIARCA: CAVALLI MIEI, IO VI AMO – FISE VENETO

ELENA TIARCA: CAVALLI MIEI, IO VI AMO

di Umberto Martuscelli per Fiseveneto.com

2019.02.10 – Elena Tiarca ha 15 anni (il 18 aprile ne compirà 16), ma nel chiacchierare con lei si ha la sensazione di parlare con una donna ormai del tutto matura e pienamente consapevole dei problemi dell’esistenza…  Figlia di Paolo e nipote di Andrea, Elena vive la sua vita di amazzone nel centro ippico Gondrano e Berta, a Padova, del quale sono anima e cuore per l’appunto i fratelli Tiarca.

Lei è allieva di suo padre, dunque.

«Anche di mio zio Andrea che mi ha seguito per tantissimo tempo, alternandosi con mio padre. Ultimamente però mi segue principalmente mio papà».

E com’è essere allieva del proprio padre?

«Lavorare con mio padre mi è sempre piaciuto perché lui mi conosce bene, sa come deve rapportarsi con me, sa quello che deve dire e quando lo deve dire; lui e io abbiamo un rapporto speciale reso ancora più forte e particolare dalla presenza dei cavalli nella vita di entrambi».

Mai nessuna tensione o difficoltà?

«Ma sì, certo, però ce la caviamo molto bene: io ho una stima immensa di mio padre, e credo anche lui di me, questo ci permette di lavorare insieme davvero molto bene».

Si dice che generalmente i rapporti tra padri e figlie siano sempre più intensi di quelli tra madri e figlie o tra padri e figli…

«In realtà io ho un rapporto eccellente con entrambi i miei genitori… certo, essendo io ancora un’adolescente le litigate in famiglia non mancano mai, però anche mia mamma mi ha sempre sostenuto nello sport ed è sempre pronta a sacrificare il suo tempo e il suo spazio e le sue risorse per donarle a me, per fare in modo che io possa andare avanti in questo sport… Lei ci tiene tantissimo, tanto quanto papà. Entrambi mi seguono da sempre con moltissima passione».

Lei è figlia unica?

«No, ho una sorella più grande, Agnese, di 22 anni, anche lei montava a cavallo e ha ottenuto molti ottimi risultati, ma per sue scelte di vita e di studio adesso non monta più».

L’equitazione la assorbe molto anche da un punto di vista psicologico ed emotivo, oltre che fisico e sportivo?

«Oh sì, assolutamente sì, quasi troppo forse… io vivo per il mio sport. Per me è diventato uno stile di vita, non solo una semplice passione o una semplice attività sportiva. Tutto nella mia vita dipende e viene condizionato dal montare a cavallo: l’allenamento del giorno, la preparazione alla gara, l’agitazione che mi crea l’aver riscontrato un certo problema con il mio cavallo, il superamento di eventuali difficoltà, tutto questo e molto altro ancora nel bene e nel male condiziona l’andamento e lo spirito della mia giornata».

Da una parte la dimensione agonistica e sportiva nel vivere il rapporto con la gara, dall’altra quella sentimentale ed emotiva nel vivere il rapporto con il cavallo: una delle due prevale sull’altra?

«Io sono sempre stata una garista fin da piccola, assolutamente. Però per me la cosa più importante è semplicemente stare con i miei cavalli. I miei cavalli sono i miei compagni. Io sono innamorata persa di tutti i miei animali, sento di amarli come forse non si dovrebbe, cioè forse in modo un po’ esagerato…  Sono importantissimi per me, loro vengono prim di qualsiasi altra cosa».

Quanti cavalli monta ogni giorno?

«Fino a prima di Natale tre, a volte anche quattro al giorno. Adesso mi sto dedicando molto alla scuola: per me i risultati scolastici sono molto importanti, sono alla base, e quindi sto montando un po’ di meno».

Che scuola frequenta?

«Faccio la seconda liceo scientifico all’Alvise Cornaro, a Padova».

A Pontedera nella squadra juniores del Veneto che ha partecipato al Campionato d’Italia indoor lei ha montato Woodstock.

«Un cavallo piuttosto recente, per me è un nuovo compagno, è arrivato da quattro mesi. Non ci aspettavamo che si potesse raggiungere una buona intesa così rapidamente. È stata mia zia che ha scommesso su questo cavallo, ha scommesso sul suo futuro. E lui si è già dimostrato all’altezza delle gare in cui lo abbiamo impegnato. Io credo molto in lui».

Tra l’altro è del 2011, piuttosto giovane, entra quest’anno negli otto…

«Sì, è molto giovane, non ha esperienza, ha un curriculum praticamente inesistente, però è un cavallo molto intelligente, apprende in fretta, è buonissimo di indole, ha un gran cuore… ».

Poi, per curiosità: lei sa che cosa è successo a Woodstock?

«Sì, certo, un grandioso festival di musica rock!».

Sì, esatto… bello che lei lo sappia!

«Il fatto è che io tengo molto ai nomi dei miei cavalli, per me hanno un senso, rappresentano qualcosa… ».

Come quelli di Gondrano e Berta… ai quali è intitolata la vostra scuderia.

«Tra tutti i personaggi della “Fattoria degli Animali” sono i più… belli. Questi due cavalli da tiro forti e potenti, cavalli che hanno fede, puri di spirito, che lavorano senza risparmiarsi e senza pregiudizi».

Lei cosa vede nel suo futuro Elena?

«Eh… è una domanda che in molti mi stanno ponendo in questo momento. Diciamo che piacerebbe anche a me capirlo, però la verità è che non lo so. Sicuramente mi piace molto quello che sto facendo adesso, ma di quello che farò dopo il liceo ancora non ho un’idea chiara».

Beh, non penserà certo di allontanarsi dal mondo dei cavalli… !

«Mai! No, mai… Diciamo che tutti i ragazzi che hanno questa passione sognano di arrivare ai massimi livelli agonistici internazionali. Ed è in effetti anche il mio, di sogno. Ma se non dovesse avverarsi perché… beh, sì, mi rendo conto che di Alberto Zorzi ce n’è uno solo… però mio papà dice sempre che anche di Elena Tiarca ce n’è una sola… ed è vero, di ognuno di noi ce n’è uno solo, siamo tutti unici a questo mondo… però, insomma, dicevo che se il sogno non si dovesse avverare mi piacerebbe comunque rimanere nel mondo dello sport… magari diventando istruttrice o allevando… chissà».

Intanto però avere un vostro centro ippico è già un bell’aiuto…

Ah sì, assolutamente, in un modo o nell’altro qualcosa da fare c’è sempre, guai a fermarsi. E poi è così bello il coinvolgimento di tutta la mia famiglia: sappiamo tutti esattamente di cosa si sta parlando, del perché delle cose… Voglio dire che tra di noi non serve spiegare perché stare con i cavalli è la cosa più bella del mondo!»

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