ALBERTO ZORZI: UN CAVALIERE – FISE VENETO

ALBERTO ZORZI: UN CAVALIERE

di Umberto Martuscelli per Fiseveneto.com

2017.05.30 – Oggi è giovedì 25 maggio. Alberto Zorzi su Fair Light van hetHeike è il quarantacinquesimo a entrare nel premio numero uno dello Csio di Roma. La prima gara. Quella in cui partono buona parte dei cavalli che domani affronteranno la Coppa delle Nazioni. Naturalmente l’intento non è certo quello di ‘fare’ la gara, no: piuttosto qualche salto in souplesse per mettere i cavalli in attenzione, per dare loro l’opportunità di prendere contatto con terreno e ambiente. Muovere i muscoli e cominciare a entrare con la testa e la mente nell’atmosfera: domani si dovrà fare tremendamente sul serio.
Alberto Zorzi arriva a questa Piazza di Siena sull’onda di risultati favolosi. E anche con un ruolo diverso da quello che avrebbe potuto avere solo qualche anno fa, perfino solo lo scorso anno… Tre anni fa Alberto è partito dal suo Veneto per andare in una delle scuderie di commercio più importanti del mondo, a capo della quale c’è uno degli uomini più potenti del mondo (nel mondo del salto ostacoli… ) che si chiama Jan Tops: ci è arrivato come ragazzo e cavaliere noto in Italia per le sue doti – ma ancora senza grandi risultati di rilievo – e però all’estero completamente sconosciuto, ci è arrivato per fare il… manovale oscuro, quello che avrebbe dovuto montare i cavalli di seconda linea, i cavalli che rimangono a casa quando Edwina Alexander – la numero uno della scuderia, la moglie di Tops – è in concorso, i cavalli da far crescere, quelli che hanno bisogno di allenamento tra le quattro mura domestiche prima di andare in gara o che comunque devono andare in gara nei concorsi minori, i concorsi di lavoro e di esercizio e di preparazione. Tre anni fa tutto questo era Alberto Zorzi. Ma oggi è ben altro: oggi la star della scuderia di Valkenswaard è lui, oggi lui è uno dei cavalieri più ammirati al mondo, oggi tutto il mondo conosce Alberto Zorzi. Ecco chi è oggi Alberto Zorzi.
Quindi Alberto Zorzi comincia questa gara di esercizio e preparazione. Entra in campo. La campana suona. Lui prende il galoppo. Va verso il numero uno. E’ il numero uno: non bisogna mica aggredirlo come se lo si volesse divorare… ! Ecco perché Alberto Zorzi ci galoppa con ritmo pacato e controllato: Fair Light si avvicina e… salta quasi come se non si fosse accorta che avrebbe dovuto saltare, salta senza quasi saltare, non salta saltando, e insomma prende una sbarrierata tremenda come se quell’ostacolo le si fosse parato dinanzi dal nulla. Per fortuna non succede niente, che da queste situazioni ci vuole un attimo per una caduta o una botta dolorosa: Alberto non fa una piega, continua nel suo ritmo, e Fair Light ritorna immediatamente sé stessa saltando come se non fosse successo assolutamente nulla. Però qualche preoccupazione si insinua tra la gente. E se domani… ? E se si è fatta male… ? E cosa vuol dire questa cosa… ? Ma niente, vuol dire: Fair Light sarà stata distratta dalla bellezza di Piazza di Siena, si sarà messa a guardare la meraviglia di questo posto incantevole… Anzi, meglio: domani starà più attenta, la ragazza.
Oggi è venerdì 26 maggio. Alberto Zorzi fa la seconda Coppa delle Nazioni della sua vita: la prima l’ha vinta… ad Atene, nel 2011. Alberto sa bene che su questa Coppa delle Nazioni gravano ottantacinque anni di storia, e che di questi ottantacinque gli ultimi trentuno sono trascorsi senza mai una vittoria italiana, mentre in precedenza le vittorie sono fioccate a profusione. Alberto sa bene che su Piazza di Siena aleggiano nomi di cavalli e di cavalieri leggendari, e molti di loro in divisa: in divisa come lui. Lo sa, sa tutto questo: infatti il giorno prima aveva detto con totale disincanto: “Noi siamo qui per provarci”. Non aveva parlato il ragazzino sconosciuto: aveva parlato il cavaliere che ormai conosce il successo da un continente all’altro. Quindi.
Quindi Alberto Zorzi oggi compie un’impresa straordinaria, portentosa, formidabile. Chiude la seconda Coppa delle Nazioni della sua vita con un doppio netto da far venire le lacrime agli occhi dalla commozione. Non solo: il tempo della sua prima manche è esattamente lo stesso della seconda al centesimo di secondo… Una cosa mai vista. Il che vuol dire che Alberto Zorzi ha fornito una prestazione sportiva e atletica e agonistica con l’esattezza matematica di un computer. Fair Light ha galoppato allo stesso ritmo, sulle stesse linee e traiettorie, con lo stesso numero di falcate prodotte alla stessa velocità, perfino saltando gli ostacoli nello stesso punto e ricevendosi nello stesso posto, rimanendo nella mano di Alberto e sotto la sua gamba con l’obbedienza di chi si affida ciecamente alla sua guida. Un cavallo, un cavaliere, un binomio: una cosa sola, due corpi in uno, un unico risultato. Al centesimo di secondo. L’Italia vince la Coppa delle Nazioni di Piazza di Siena dopo trentadue anni.
Oggi è domenica 28 maggio. L’atmosfera a Piazza di Siena è satura di tensione e di fame di vittoria. Il Gran Premio Roma manca all’Italia dal 1994. Venerdì si è vinta una Coppa delle Nazioni storica: vuoi vedere che… Alberto Zorzi e Fair Light hanno fatto un percorso netto da sogno nella prima manche. Adesso sono tra i dodici finalisti. Nessun errore. Quando entrano per la seconda e decisiva frazione di gara su Piazza di Siena cala il silenzio. C’è quell’emozione che è difficile da sopportare e che però è così bella da vivere… Alberto Zorzi inizia il suo percorso e quello che si vede è un grande campione che sta andando a prendersi quello che vuole: la vittoria. Nell’azione sportiva e agonistica di Alberto Zorzi e di Fair Light c’è una componente di fisicità che prende le viscere: vederli nel galoppo, lei così forte e lui così proprietario di quel galoppo, è uno spettacolo esaltante. Il loro percorso è imperioso, una prestazione di autorità indiscutibile. Nessun errore fino all’ultimo ostacolo, al quale Alberto Zorzi si avvicina perfino aggredendo quel verticale alto oltre il quale c’è la vittoria del Gran Premio Roma: bisogna solo andar al di là per prendersela. Ma no: la maledetta barriera cade… Sì, cade, va giù, sbatte a terra… Alberto Zorzi è dunque secondo. E’ andato troppo? Forse. Ma lui voleva la vittoria esaltante ed eclatante, lui che quando è a piedi lo vedi solo perché è alto da quanto discreto e riservato è, lui voleva vincere senza discussioni. Certo della sua forza e della sua capacità di sfidare il destino dello sport. Ma il destino dello sport è fatto appunto di questo: quello che deve andare bene può anche andare male. Male? Ma quale male: Alberto Zorzi è secondo in classifica nel Gran Premio Loro Piana Città di Roma!
Alberto Zorzi lascia Piazza di Siena sulla scia di un trionfo formidabile, tra Coppa delle Nazioni e Gran Premio. Il ragazzino che tre anni fa era partito dal suo Veneto per andare a fare il ‘manovale’ al nord, in Olanda, dove lavorare dietro le quinte di una famosa scuderia, ora si eleva su Piazza di Siena con la maestosità del campione indiscusso. Alberto Zorzi è un ragazzo veneto. Alberto Zorzi è un cavaliere meraviglioso.

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